2012 in review

8 gennaio 2013

Il rapporto annuale 2012 di Serevolution’s blog realizzato dai folletti delle statistiche di WordPress.com

Enjoy!

Ecco un estratto:

The new Boeing 787 Dreamliner can carry about 250 passengers. This blog was viewed about 1.500 times in 2012. If it were a Dreamliner, it would take about 6 trips to carry that many people.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Arriva ‘Zero CO2’: il veliero ecocompatibile

16 settembre 2011

I francesi, si sa, hanno una marcia in più in fatto di vela. E questi 4 ignegneri marinai dell’università di Grenoble, lo confermano ancora una volta. Pierre Kermen, Didier Bouix, Roland Reynaud e Arnaud Pillon Bouche hanno ideato un eco-veliero da 2 milioni di euro. Si chiama Zéro CO2 ed è un prototipo da 12 metri che, anche quando naviga a motore, non ha impatti sull’ambiente.

L’imbarcazione, infatti, non userà carburante nemmeno per entrare ed uscire dai porti. Tranquilli, non andrà a vela, bensì a idrogeno. Il sistema utilizzato si chiama ‘sistema ibrido con cella a combustibile-batterie, dove l’idrogeno combinato all’ossigeno dell’aria, dentro a una ‘pila a combustione’, produce elettricita’. Un processo che non provoca emissioni tossiche e il cui unico residuo e’ acqua pura.

A bordo dell’eco-veliero gli strumenti di navigazione, riscaldamento e sistema di controllo del motore fuonzioneranno grazie all’energia solare. E con 150 litri di idrogeno sarà possibile navigare per 15 giorni in perfetta sintonia con il Pianeta.

Ora, i quattro innovatori sono alla ricerca di finanziamenti volti all’ottimizzazione del motore per poi partire con un tour scientifico sull’inquinamento nel Mediterraneo. Una bella impresa, che dimostra come ogni settore possa realmente rispondere alle cerscenti esigenze ambientali del ventunesimo secolo.


Sign up for the Internet For Peace and become part of the movement to nominate the Net for a Nobel Peace Prize

15 marzo 2010

Sign up for the Internet For Peace and become part of the movement to nominate the Net for a Nobel Peace Prize.


Eco-citazione esilarante – Stefano Caserini “GUIDA ALLE LEGGENDE SUL CLIMA CHE CAMBIA”

5 febbraio 2010

“Il Quarto rapporto di valutazione dell’Ipcc, pubblicato nel 2007, ha coinvolto 1250 autori e 2500 revisori, secondo un processo bene definito e trasparente, gestito da un’organizzazione dell’Onu.

Le organizzazioni negazioniste hanno risposto con due volumi. Il primo, l’Indipendent Summary for Policy Makers, è stato pubblicato nel 2007 dal Fraser Institute, e presto ribattezzato dai climatologi più preparati l’Incorrect Summary for Policy Makers. Il secondo, Climate Change Reconsidered, è stato pubblicato nel 2009 dall’Heartland Institute. La frase con cui si apre questo rapporto è: “Prima di un importante intervento chirurgico, non vorresti una seconda opinione?“.

L’argomento è in effetti accattivante, ma va ricordato che l’Heartland Institute è un’organizzazione lobbistica che in passato ha molto operato contro i limiti del fumo di sigaretta e ha in seguito ricevuto ingenti finanziamenti dall’ExxonMobil, una delle più grandi società petrolifere. Insomma, non si può negare un conflitto di interessi: una seconda opinione è per tutti benvenuta prima di un’operazione importante, ma l’opinione dell’agenzia di pompe funebri non è molto utile.

da “Guida alle leggende sul clima che cambia” Stefano Caserini


Progetto Reverse: dai sedili delle auto cuscini riciclati

3 novembre 2009

reverse_pillowAumenta la richiesta di cuscini dai paesi del terzo mondo, quasi 2 milioni di unità tra scuole, ospedali e case.

Una domanda elevata che si aggiunge alle già indispensabili richieste di cibo, acqua e beni di primaria necessità.

Una risposta seria e ingegnosa al problema arriva dalla Spagna dove Alon Tal e Fabio Alvarez, due studenti spagnoli, hanno progettato dei guanciali innovativi.

In collaborazione con l’azienda Zilca, specializzata nel riciclo di materiali a fine vita, Tal e Alvarez hanno creato un prototipo di unità-cuscino assemblabile utilizzando materiali 100% riciclati e riciclabili.

L’imbottitura dei cuscini è fatta con gommapiuma proveniente da automobili in rottamazione. L’azienda Zicla ha fornito il polietilene espanso recuperato dagli scarti della lavorazione industriale per i sedili delle auto.

Mantenendo inalterate le proprietà intrinseche del polietilene, i due studenti hanno cercato di creare un prodotto funzionale ed esteticamente gradevole.

Un’unità modulare 40×40 che può essere interconnessa ad altre unità grazie ad apposite cerniere lungo i lati, creando una moltitudine di forme e soluzioni.

Il consumatore riceve il prodotto sottovuoto e, facendo entrare dell’aria dall’apposita apertura, può renderlo più o meno soffice.

Reverse Project è stato presentato lo scorso settembre alla fiera del Design Habitat Valencia in Spagna.

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Dal Polo a Copenhagen: è caos climatico

29 ottobre 2009

ARTICOAnche quest’anno l’Arctic Report Card, il rapporto annuale sullo stato del Polo, redatto dal Programma climatico del National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) del dipartimento USA del commercio, fa un quadro della situazione del Circolo Polare Artico.

L’Artico è il punto-nave quando si tratta di clima.

È qui che gli effetti del Climate Change si manifestano con maggior evidenza rispetto al resto del Pianeta. E le notizie non sono buone.

 

IL NOAA

noaa

Le temperature nell’Artico continuano ad aumentare e, in alcuni casi, drammaticamente.

Le relazioni tra vento, suolo, mare e organismi viventi sono evidenti.

Partiamo dall’atmosfera. L’aumento dei venti e della loro forza sta influendo sulla perdita di ghiaccio marino in estate.

I ghiacciai perenni stanno cedendo il posto a ghiacciai recentissimi, annuali.

La parte superficiale degli oceani rimane calda per periodi sempre più lunghi e perde salinità.

Cade sempre meno neve in Nord America mentre aumentano le precipitazioni in Siberia.

Per non parlare delle specie animali e vegetali a rischio.

Trasformazioni più veloci del previsto, tremendamente drastiche rispetto ai rilevamenti di soli 5 anni fa.

Anche se durante l’estate appena trascorsa i ghiacci non hanno raggiunto i livelli minimi del 2007 e del 2008, non possiamo non riflettere sulla rapidità e sull’incidenza dei mutamenti appena elencati.

La stessa Jane Lubchenco del Noaa ha ricordato, nella presentazione dell’Arctic Report Card, che l’Artico è uno degli ecosistemi più fragili del Pianeta.

Una vera e propria cartina tornasole per la scienza del clima.

La concatenazione tra venti, temperature degli oceani, scioglimento dei ghiacci è evidente.

Negli ultimi anni si è formata un’anomala alta pressione sul lato artico che si affaccia al Nord America causa, l’assenza di ghiacci nel periodo estivo. Per contro, si è formata una bassa pressione verso l’area euroasiatica.

Il naturale spostamento di masse d’aria da zone di alta a zone di bassa pressione ha creato venti più caldi e prolungati spiranti da sud a nord. Il calore riversato riscalda gli oceani e scioglie i ghiacciai.

Un bel guaio.

LA NASA

hansen

Dobbiamo correre ai ripari il prima possibile. A dirlo le associazioni ambientaliste e diversi esperti del clima. Uno fra tutti James Hansen della NASA.

Hansen sostiene con forza la relazione tra cambiamento climatico e attività umana. “È necessario ridurre l’uso di combustibili fossili e in 20 anni potremmo salvare la Terra” dice. In caso contrario è lo stesso Hansen a prevedere un aumento del livello dei mari di 7 metri a fine secolo.

Una prospettiva degna di film documentari di denuncia come The Age of Stupid promosso recentemente da Greenpeace e Wwf.

In un’intervista telefonica rilasciata a Repubblica Hansen fornisce dati e cifre: “Se non diamo un taglio drastico all’uso dei combustibili fossili, i ghiacciai della penisola antartica, che attualmente perdono 200 chilometri cubi all’anno, fonderanno nell’arco di un secolo. Il che produrrà un aumento di 6-7 metri del livello del mare a cui si dovrà aggiungere in collasso dei ghiacciai in zone come la Groenlandia“.

Bisogna ridurre il consumo di combustibili fossili, primo fra tutti il carbone.

L’IPCC

E a Copenhagen?

Il capo dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) Rajendra Pachauri in vista del Summit sul clima di dicembre si è aggiunto alle già numerose richieste sul tema sollecitando i paesi industrializzati a fare il primo passo riducendo le emissioni e venendo in aiuto dei paesi più poveri che altrimenti crollerebbero nel caos.

L’ITALIA

GREEN ECONOMYMa forse un primo trend positivo in Italia c’è.

Secondo uno studio dell’Università Bocconi oltre l’85% delle imprese italiane investe nell’ecosostenibilità anche come strategia vincente per superare la crisi.

La famosa Green Economy.

Orientate all’efficienza energetica soprattutto le piccole e medie imprese.

Saranno loro a salvare l’Artico?


Acqua sulla Luna? La NASA ci prova

8 ottobre 2009

È previsto per venerdì il lancio del razzo Centaur che dritto dritto andrà a colpire il polo sud lunare.

La Nasa bombarda la Luna con la speranza di trovarci l’acqua. Una bella impresa.

Il satellite terrestre verrà colpito in diretta sul sito della Nasa intorno alle 10.30 a.m. ora italiana a completamento della missione LCROSS (Lunar CRater Observation and Sensing Satellite). L’impatto dovrebbe provocare un cratere profondo 4 metri e largo 20.

Per gli scienziati non sarà quest’ultimo l’aspetto interessante da analizzare bensì la nuvola di detriti che si solleverà dopo l’esplosione e che sarà raccolta dalla navicella Lcross.

Gli esperti si aspettano di trovare nel pulviscolo lunare tracce di ghiaccio e vapore a conferma delle loro ipotesi, ancora non comprovate dai precedenti tentativi scientifico-spaziali.

Ed ecco la domanda.

Che la ricerca di acqua su altri pianeti e satelliti sia, oltre a un esperimento scientifico, l’ennesimo tentativo di trovare un pianeta altro alla Terra, da colonizzare?

Insomma, la Terra non basta o almeno così sembra stando alle attuali previsioni e quindi si passa alla caccia di una Terra 2?

Ipotesi azzardata certo ma non così paradossale.

Se pensiamo alle nuvole artificiali contro il riscaldamento globale, alla fertilizzazione degli oceani, agli aerosol stratosferici e agli specchi orbitanti per riflettere la luce del sole i tentativi fantascientifici di dare una risposta al problema potrebbero ipotizzare una nuova Madre Terra nell’immensità spaziale.Luna