Eco-citazione esilarante – Stefano Caserini “GUIDA ALLE LEGGENDE SUL CLIMA CHE CAMBIA”

5 febbraio 2010

“Il Quarto rapporto di valutazione dell’Ipcc, pubblicato nel 2007, ha coinvolto 1250 autori e 2500 revisori, secondo un processo bene definito e trasparente, gestito da un’organizzazione dell’Onu.

Le organizzazioni negazioniste hanno risposto con due volumi. Il primo, l’Indipendent Summary for Policy Makers, è stato pubblicato nel 2007 dal Fraser Institute, e presto ribattezzato dai climatologi più preparati l’Incorrect Summary for Policy Makers. Il secondo, Climate Change Reconsidered, è stato pubblicato nel 2009 dall’Heartland Institute. La frase con cui si apre questo rapporto è: “Prima di un importante intervento chirurgico, non vorresti una seconda opinione?“.

L’argomento è in effetti accattivante, ma va ricordato che l’Heartland Institute è un’organizzazione lobbistica che in passato ha molto operato contro i limiti del fumo di sigaretta e ha in seguito ricevuto ingenti finanziamenti dall’ExxonMobil, una delle più grandi società petrolifere. Insomma, non si può negare un conflitto di interessi: una seconda opinione è per tutti benvenuta prima di un’operazione importante, ma l’opinione dell’agenzia di pompe funebri non è molto utile.

da “Guida alle leggende sul clima che cambia” Stefano Caserini

Annunci

Dal Polo a Copenhagen: è caos climatico

29 ottobre 2009

ARTICOAnche quest’anno l’Arctic Report Card, il rapporto annuale sullo stato del Polo, redatto dal Programma climatico del National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) del dipartimento USA del commercio, fa un quadro della situazione del Circolo Polare Artico.

L’Artico è il punto-nave quando si tratta di clima.

È qui che gli effetti del Climate Change si manifestano con maggior evidenza rispetto al resto del Pianeta. E le notizie non sono buone.

 

IL NOAA

noaa

Le temperature nell’Artico continuano ad aumentare e, in alcuni casi, drammaticamente.

Le relazioni tra vento, suolo, mare e organismi viventi sono evidenti.

Partiamo dall’atmosfera. L’aumento dei venti e della loro forza sta influendo sulla perdita di ghiaccio marino in estate.

I ghiacciai perenni stanno cedendo il posto a ghiacciai recentissimi, annuali.

La parte superficiale degli oceani rimane calda per periodi sempre più lunghi e perde salinità.

Cade sempre meno neve in Nord America mentre aumentano le precipitazioni in Siberia.

Per non parlare delle specie animali e vegetali a rischio.

Trasformazioni più veloci del previsto, tremendamente drastiche rispetto ai rilevamenti di soli 5 anni fa.

Anche se durante l’estate appena trascorsa i ghiacci non hanno raggiunto i livelli minimi del 2007 e del 2008, non possiamo non riflettere sulla rapidità e sull’incidenza dei mutamenti appena elencati.

La stessa Jane Lubchenco del Noaa ha ricordato, nella presentazione dell’Arctic Report Card, che l’Artico è uno degli ecosistemi più fragili del Pianeta.

Una vera e propria cartina tornasole per la scienza del clima.

La concatenazione tra venti, temperature degli oceani, scioglimento dei ghiacci è evidente.

Negli ultimi anni si è formata un’anomala alta pressione sul lato artico che si affaccia al Nord America causa, l’assenza di ghiacci nel periodo estivo. Per contro, si è formata una bassa pressione verso l’area euroasiatica.

Il naturale spostamento di masse d’aria da zone di alta a zone di bassa pressione ha creato venti più caldi e prolungati spiranti da sud a nord. Il calore riversato riscalda gli oceani e scioglie i ghiacciai.

Un bel guaio.

LA NASA

hansen

Dobbiamo correre ai ripari il prima possibile. A dirlo le associazioni ambientaliste e diversi esperti del clima. Uno fra tutti James Hansen della NASA.

Hansen sostiene con forza la relazione tra cambiamento climatico e attività umana. “È necessario ridurre l’uso di combustibili fossili e in 20 anni potremmo salvare la Terra” dice. In caso contrario è lo stesso Hansen a prevedere un aumento del livello dei mari di 7 metri a fine secolo.

Una prospettiva degna di film documentari di denuncia come The Age of Stupid promosso recentemente da Greenpeace e Wwf.

In un’intervista telefonica rilasciata a Repubblica Hansen fornisce dati e cifre: “Se non diamo un taglio drastico all’uso dei combustibili fossili, i ghiacciai della penisola antartica, che attualmente perdono 200 chilometri cubi all’anno, fonderanno nell’arco di un secolo. Il che produrrà un aumento di 6-7 metri del livello del mare a cui si dovrà aggiungere in collasso dei ghiacciai in zone come la Groenlandia“.

Bisogna ridurre il consumo di combustibili fossili, primo fra tutti il carbone.

L’IPCC

E a Copenhagen?

Il capo dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) Rajendra Pachauri in vista del Summit sul clima di dicembre si è aggiunto alle già numerose richieste sul tema sollecitando i paesi industrializzati a fare il primo passo riducendo le emissioni e venendo in aiuto dei paesi più poveri che altrimenti crollerebbero nel caos.

L’ITALIA

GREEN ECONOMYMa forse un primo trend positivo in Italia c’è.

Secondo uno studio dell’Università Bocconi oltre l’85% delle imprese italiane investe nell’ecosostenibilità anche come strategia vincente per superare la crisi.

La famosa Green Economy.

Orientate all’efficienza energetica soprattutto le piccole e medie imprese.

Saranno loro a salvare l’Artico?


Stop the Fever (Fermiamo la febbre del Pianeta: la cura sei tu)

18 agosto 2009

Stop the Fever è l’iniziativa online promossa da Legambiente per salvare il Pianeta.

Vuoi diventare un cittadino consapevole? Hai bisogno di qualche suggerimento per combattere il Global Warming? Ti senti pronto ad assumerti un impegno per l’ambiente?

Tra Standby off, lampadine salva energia, alberi da piantare e carta riciclata, il calcolatore green ti dirà in tempo reale quanta CO2 stai risparmiando (al momento la sottoscritta è a quota 746,13 Kg di CO2).

Per entrare a far parte di questa comunità virtuale che aiuta realmente la Terra dovrai eseguire una semplice registrazione dotandoti di user e password.

Sarà il Sindaco in persona a darti il benvenuto!

4 le Categorie Impegni:

RICICLO E RIDUCO

ELETTRICITA’ IN CASA

MI MUOVO

PIANTO NUOVI ALBERI

Per ogni nuova azione virtuosa il calcolatore aggiornerà il tuo status e potrai scoprire in tempo reale quanto bene fai all’ambiente.

È un ottimo modo per confrontare il proprio stile di vita con un modello ambientalista per vedere quanto si discosta da quest’ultimo e provare ad avvicinarlo un po’.

Diventa cittadino anche tu!

aderisci


Nuvole artificiali contro il riscaldamento globale…

9 agosto 2009

sole sopra le nuvole

Leggendo l’articolo di Antonio Cianciullo datato 8 agosto 2009 su Repubblica.it, non posso non riflettere sul rapporto uomo – ambiente – economia.

L’articolo “Nuvole artificiali, scudo bianco che salverà la Terra” presenta un interessante quanto discutibile studio danese che propone di sconfiggere il Global Warming creando una barriera di nuvole artificiali come schermo alle radiazioni.

1900 navi che, dagli oceani, sparano raffiche di pulviscolo a 5 Km di altezza seminando nuclei di condensazione. Sfruttando l’umidità dei mari, il pulviscolo si trasformerebbe in un muro di nubi impenetrabile alle radiazioni solari in grado di ridurre la quantità di calore della superficie terrestre.

Padre del progetto il Copenhagen Consensus Centre diretto dal docente di statistica Bjorn Lomborg. La soluzione di Lomborg è geoingegneria ovvero ingegneria applicata alla natura per ottenerne il controllo.

Che dire, tante belle nuvole artificiali per salvare la Terra e così  oltre a proteggere uomo e ambiente non chiediamo alcun sacrificio alla cara vecchia ECONOMIA.

E come scrive Cianciullo “ Invece di riportare gli ecosistemi in equilibrio riducendo il peso dei fattori che li hanno sconvolti, e cioè tagliando i gas serra, il gruppo di Lomborg propone una cura basata sull’aumento dell’artificializzazione.”

Curiamo il malato rincarando la dose di virus che già ha in corpo. In totale contrasto con il principio della ‘riduzione della produzione’ seguiamo quello della ‘produzione in tutto e per tutto’ anche nella lotta al cambiamento climatico.

Stoccaggio della CO2, fertilizzazione degli oceani, aerosol atmosferici, specchi orbitanti per riflettere la luce del sole e nuvole artificiali non sono la soluzione. Parliamo di sperimentazioni che potrebbero alterare definitivamente intere aree climatiche.

Nuovamente si ripropone la lotta uomo – natura. Il tentativo umano di controllare la realtà in cui vive. La nostra società si rifiuta di adeguarsi, ridimensionando il proprio stile di vita, agli equilibri del Pianeta anzi, ne impone di nuovi proclamandosi regina incontrastata del controllo.

Siamo in grado di stravolgere interi ecosistemi con le più moderne tecnologie e non riusciamo ad abbandonare l’idea che la produzione non ha sempre un’accezione positiva e che forse la crescita non è solo benessere.