11 messaggi per salvare la Terra

18 agosto 2009

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I messaggi ambientalisti più efficaci nel mondo secondo The Daily Green.

Wwf e Greenpeace tra i più originali.

Guardali tutti:

Best Environmental Ads – Powerful Environmental Ads – thedailygreen.com

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Stop the Fever (Fermiamo la febbre del Pianeta: la cura sei tu)

18 agosto 2009

Stop the Fever è l’iniziativa online promossa da Legambiente per salvare il Pianeta.

Vuoi diventare un cittadino consapevole? Hai bisogno di qualche suggerimento per combattere il Global Warming? Ti senti pronto ad assumerti un impegno per l’ambiente?

Tra Standby off, lampadine salva energia, alberi da piantare e carta riciclata, il calcolatore green ti dirà in tempo reale quanta CO2 stai risparmiando (al momento la sottoscritta è a quota 746,13 Kg di CO2).

Per entrare a far parte di questa comunità virtuale che aiuta realmente la Terra dovrai eseguire una semplice registrazione dotandoti di user e password.

Sarà il Sindaco in persona a darti il benvenuto!

4 le Categorie Impegni:

RICICLO E RIDUCO

ELETTRICITA’ IN CASA

MI MUOVO

PIANTO NUOVI ALBERI

Per ogni nuova azione virtuosa il calcolatore aggiornerà il tuo status e potrai scoprire in tempo reale quanto bene fai all’ambiente.

È un ottimo modo per confrontare il proprio stile di vita con un modello ambientalista per vedere quanto si discosta da quest’ultimo e provare ad avvicinarlo un po’.

Diventa cittadino anche tu!

aderisci


L’Empire State Building diventa ecosostenibile

11 agosto 2009

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Dopo la storica Route 66 è il turno dell’Empire State Building.

Per rispondere alle sfide ambientali del futuro, America.gov ha deciso di aumentare l’efficienza energetica del grattacielo icona d’America del 40%. Primo passo, il totale rifacimento delle vetrate che rivestono l’edificio newyorkese.

A lavori ultimati l’Empire sarà un modello di ecosostenibilità per gli americani e il resto del mondo, si adatterà alle moderne esigenze di risparmio energetico e darà uno slancio ulteriore alla nuova frontiera dell’architettura: il riadattamento o retrofitting.

È arrivato il momento di rimettere a norma i vecchi edifici, tesi sostenuta dal professore di architettura Walter Grondzik ( Ball State University in Muncie, Indiana) che afferma:

“mentre i corsi accademici tendono a focalizzarsi sulla progettazione di nuovi edifici sostenibili dall’inizio, moltissimi professionisti sono consapevoli del potenziale di riadattamento di quelli già esistenti quale forza di crescita per l’industria”.

Un esempio virtuoso di verde USA.

Guarda il video del progetto:


Nuvole artificiali contro il riscaldamento globale…

9 agosto 2009

sole sopra le nuvole

Leggendo l’articolo di Antonio Cianciullo datato 8 agosto 2009 su Repubblica.it, non posso non riflettere sul rapporto uomo – ambiente – economia.

L’articolo “Nuvole artificiali, scudo bianco che salverà la Terra” presenta un interessante quanto discutibile studio danese che propone di sconfiggere il Global Warming creando una barriera di nuvole artificiali come schermo alle radiazioni.

1900 navi che, dagli oceani, sparano raffiche di pulviscolo a 5 Km di altezza seminando nuclei di condensazione. Sfruttando l’umidità dei mari, il pulviscolo si trasformerebbe in un muro di nubi impenetrabile alle radiazioni solari in grado di ridurre la quantità di calore della superficie terrestre.

Padre del progetto il Copenhagen Consensus Centre diretto dal docente di statistica Bjorn Lomborg. La soluzione di Lomborg è geoingegneria ovvero ingegneria applicata alla natura per ottenerne il controllo.

Che dire, tante belle nuvole artificiali per salvare la Terra e così  oltre a proteggere uomo e ambiente non chiediamo alcun sacrificio alla cara vecchia ECONOMIA.

E come scrive Cianciullo “ Invece di riportare gli ecosistemi in equilibrio riducendo il peso dei fattori che li hanno sconvolti, e cioè tagliando i gas serra, il gruppo di Lomborg propone una cura basata sull’aumento dell’artificializzazione.”

Curiamo il malato rincarando la dose di virus che già ha in corpo. In totale contrasto con il principio della ‘riduzione della produzione’ seguiamo quello della ‘produzione in tutto e per tutto’ anche nella lotta al cambiamento climatico.

Stoccaggio della CO2, fertilizzazione degli oceani, aerosol atmosferici, specchi orbitanti per riflettere la luce del sole e nuvole artificiali non sono la soluzione. Parliamo di sperimentazioni che potrebbero alterare definitivamente intere aree climatiche.

Nuovamente si ripropone la lotta uomo – natura. Il tentativo umano di controllare la realtà in cui vive. La nostra società si rifiuta di adeguarsi, ridimensionando il proprio stile di vita, agli equilibri del Pianeta anzi, ne impone di nuovi proclamandosi regina incontrastata del controllo.

Siamo in grado di stravolgere interi ecosistemi con le più moderne tecnologie e non riusciamo ad abbandonare l’idea che la produzione non ha sempre un’accezione positiva e che forse la crescita non è solo benessere.


Vittoria di Greenpeace: Kleenex e Scottex per le foreste!

6 agosto 2009

banner-scottexStop a foreste distrutte per i prodotti usa e getta!

La soffice carta del marchio Scottex e i morbidi fazzolettini Kleenex non saranno più una minaccia per le foreste.

Kimberly-Clark, multinazionale leader nella produzione di tessuti in fibra di carta, insieme a Scottex e Kleenex, si impegna ad adottare gli standard corretti nell’acquisto delle fibre. Una garanzia per la salvaguardia degli alberi.

Tra i parametri da seguire:

–      L’impegno ad acquistare solo fibre vergini certificate e fibre riciclate nel rispetto del principio di sostenibilità;

–      Certificazione FSC ovvero Forest Stewardship Council (schema di certificazione dei prodotti derivati dal legno sostenuto da Greenpeace).

Con queste nuove linee guida entro il 2011 l’azienda avrà il 40% della sua produzione in Nord America certificata FSC o riciclata e, sempre entro il 2011 Kimberly-Clark non userà più fibre provenienti dalle foreste boreali canadesi (se non certificate SFC).

Quelle canadesi sono le ultime grandi foreste dell’emisfero settentrionale, ospitano gli ultimi caribou selvatici e oltre un milione di uccelli migratori. In più, sono il più vasto deposito di CO2 del pianeta pari a 27 anni di emissioni umane in atmosfera ai ritmi odierni. Un patrimonio per l’umanità.

“Abbiamo lavorato con Kimberly-Clark e siamo soddisfatti dei risultati ottenuti” commenta Chiara Campione, responsabile della Campagna Foreste di Greenpeace. “E’ un vero piacere dichiarare chiusa questa campagna e  ringraziare la Kimberly-Clark per  essersi portata verso standard più sostenibili”.

Un risultato ottenuto grazie ad anni di campagna internazionale portata avanti da Greenpeace nel mondo.

Leggi l’inchiesta di Greenpeace su Kimberly-Clark, Scottex, Kleenex e la distruzione delle foreste boreali.


“Ma il mare non vale una cicca?” la campagna di Marevivo

5 agosto 2009

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Contro i mozziconi di sigaretta in mare e nelle spiagge Marevivo lancia una campagna di sensibilizzazione.

L’8 e il 9 agosto l’associazione ambientalista distribuirà in 100 spiagge italiane ben 40mila posacenere portatili insieme a un depliant esplicativo in carta riciclata.

Non è indispensabile lasciare a casa il vizio del fumo, anzi, nel rispetto delle scelte di ognuno fumare è concesso a patto che si rispetti l’ambiente.

Un posacenere portatile può contrastare la pessima abitudine di gettare mozziconi di sigarette in mare, montagna, città e più in generale ovunque ci si trovi.

”Ogni anno – spiega l’organizzazione ecologista – migliaia di rifiuti vengono abbandonati sulle spiagge o gettati in mare, per distrazione, disinteresse e spesso per l’assoluta inconsapevolezza delle conseguenze che ne possono derivare. I mozziconi di sigarette, con il loro contenuto di catrame e nicotina e il filtro, che impiega da uno a cinque anni per degradarsi, ammontano al 37% dell’immondizia raccolta nel Mar Mediterraneo, secondo dati dell’Unep, il programma ambiente delle Nazioni Unite”.

La campagna è realizzata in collaborazione con JTI, il supporto del SIB e il patrocinio del Ministero dell’ambiente e delle Capitanerie di porto.

Il posacenere tascabile è riutilizzabile e lavabile e, una volta sconfitto il vizio del fumo, potrete tranquillamente gettarlo nel contenitore della raccolta differenziata della plastica.


Ban Ki-moon al Polo per studiare gli effetti del Climate Change

4 agosto 2009

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In vista della conferenza sui cambiamenti climatici che si terrà a Copenhagen il prossimo dicembre, il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha comunicato oggi il progetto di un viaggio al Polo per studiare gli effetti del Climate Change.

La trasferta ‘nordica’ è prevista per il prossimo mese e avrà come scopo l’analisi dello stato attuale dei ghiacciai del circolo polare.

Mancano meno di cinque mesi per giungere ad un accordo sul clima, accordo che non potrà prescindere dalla necessità di aiutare le popolazioni più povere a far fronte alla crisi climatica.

In Mongolia, il Climate Change è un pericolo chiaro e attuale. Tre quarti dei suoi pascoli sono minacciati dalla desertificazione, cultura ed economia rischiano di essere inghiottiti dalla sabbia. Eventi meteorologici estremi stanno progressivamente divenendo episodi troppo comuni”. Sono le parole del responsabile Onu che oggi ha parlato ai giornalisti dalla sede di New York.

E il fenomeno dell’emigrazione dovuta al cambiamento climatico è un fatto reale e in crescita. Sono sempre di più gli eco profughi costretti ad abbandonare le proprie case a causa della minaccia della desertificazione, delle alluvioni, delle catastrofi naturali e dell’innalzamento del livello del mare.

Legambiente parla di 6 milioni di sfollati all’anno che al 2050 potrebbero raggiungere la quota 200/250 milioni di persone. Una vera e propria emergenza umanitaria.

Un problema risolvibile e da risolvere, a detta di Greenpeace che, in occasione del G8, ha chiesto ai grandi della terra un finanziamento di 110 miliardi di euro all’anno fino al 2020 per i paesi in via di sviluppo.

E in vista del summit per il clima di Copenhagen l’associazione ambientalista ha scritto una lettera/email al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.  Oggetto della missiva: chiediamo un Suo forte impegno sul clima alla conferenza di Copenhagen.

Il messaggio al Premier fa parte della campagna di sensibilizzazione di Greenpeace sull’importanza del Summit invernale per il futuro del pianeta.

Gli impegni da assumere:mandalo1

• mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 gradi centigradi, rispetto ai livelli preindustriali, per evitare i cambiamenti climatici catastrofici;

• far sì che le emissioni globali di gas serra raggiungano il picco entro il 2015 per poi essere ridotte drasticamente, scendendo il più vicino possibile a ZERO entro il 2050;

• ridurre entro il 2020 le proprie emissioni almeno del 40% rispetto ai livelli del 1990;

• investire nei Paesi in via di sviluppo risorse finanziarie pari ad almeno 110 miliardi di euro all’anno (fino al 2020) per le attività di transizione verso le risorse rinnovabili, protezione delle foreste e adattamento ai cambiamenti climatici;

• bloccare la deforestazione, e le emissioni ad essa associate, in tutti i Paesi in Via di Sviluppo entro il 2020, e già entro il 2015 nelle aree prioritarie come l’Amazzonia, il bacino del Congo e la foresta del Paradiso in Indonesia;

• impedire che false soluzioni come l’energia nucleare e la cattura e lo stoccaggio della CO2 (CCS) diano diritto a sconti nella riduzione delle emissioni;

• includere i settori del trasporto aereo e marittimo, con emissioni elevate e crescenti, tra quelli soggetti alla riduzione delle emissioni di gas serra.

Dopo la delusione del G8, Copenhagen rimane l’ultima possibilità per raggiungere un accordo sul clima.