falso d’autore: International Herald Tribune da sogno

19 giugno 2009

Herald Tribune

19 dicembre 2009, è la data di pubblicazione dell’Herald Tribune che ieri (18 giugno 2009) Greenpeace ha distribuito nelle principali città di tutto il mondo.

Cittadini, alti funzionari e primi ministri di Roma, Beijing, Bruxelles, Parigi e altre 28 nazioni si sono visti recapitare il famoso quotidiano che a chiare lettere recitava “Accordo storico dei capi di stato per salvare il clima”.

50 mila copie dove il nostro Presidente del Consiglio afferma: “Ogni quaranta minuti così tanta energia solare raggiunge la superficie terrestre da soddisfare da sola le necessità di tutto il pianeta per un intero anno”.

E Sarkozy è contrario al nucleare.

Tutto questo e molto altro descrive lo scenario che l’Associazione ambientalista vorrebbe vedere sui principali organi di informazione all’indomani della conclusione del Summit di Copenhagen che si terrà il prossimo dicembre.

Le richieste sono chiare: un taglio di almeno il 40% delle emissioni di gas serra rispetto ai valori del 1990 da parte dei paesi industrializzati e 110 miliardi di euro all’anno fino al 2020 per i paesi in via di sviluppo oltre a un fondo gestito dalle Nazioni Unite per la protezione globale delle foreste.

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Blitz Greenpeace a Milano: Geox fai respirare l’Amazzonia!

11 giugno 2009

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Attivisti in azione a Milano

Milano, centro storico. Una scarpa gigante che fuma e vetrine coperte da immagini di foreste in fiamme. Siamo in azione presso uno dei negozi principali di Geox per chiedere alla “scarpa che respira” di far respirare anche l’Amazzonia e il nostro clima.

Il blitz di questa mattina segue la pubblicazione dell’inchiesta “Amazzonia, che macello”. Dopo tre anni di indagine abbiamo scoperto quali sono i marchi che potrebbero essere la causa della distruzione dell’ultimo polmone verde del Pianeta. E Geox è tra questi.

Geox acquista, infatti, pelle dalla conceria italiana Gruppo Mastrotto. Quest’ultima si rifornisce di pelle brasiliana da uno dei super macellai che distruggono l’Amazzonia: Bertin. Abbiamo dimostrato come, dagli allevamenti nel cuore dell’Amazzonia, dove il lavoro schiavile e l’invasione delle terre indigene sono la norma, i bovini arrivano ai macelli controllati da tre grandi aziende: Bertin, JBS, Marfrig che vendono carne e pelle a grandi marchi in tutto il mondo.

Ogni 18 secondi un ettaro di foresta amazzonica viene distrutto. E il motivo potrebbero essere le scarpe che indossiamo, i divani nei nostri salotti e la carne in scatola che finisce nei nostri piatti. Per questo, grazie alla cyberazione di Greenpeace, migliaia di persone stanno scrivendo alle aziende coinvolte chiedendo una soluzione. Aspettiamo di incontrare i vertici di Geox per chiedere di non acquistare da allevamenti e aziende che sono legate alla distruzione dell’Amazzonia e sostenere un’immediata moratoria sulla deforestazione di questo ricchissimo ecosistema.

Scritto da: Maria Carla Giugliano

Il video “Amazzonia che macello”