Ban Ki-moon al Polo per studiare gli effetti del Climate Change

4 agosto 2009

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In vista della conferenza sui cambiamenti climatici che si terrà a Copenhagen il prossimo dicembre, il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha comunicato oggi il progetto di un viaggio al Polo per studiare gli effetti del Climate Change.

La trasferta ‘nordica’ è prevista per il prossimo mese e avrà come scopo l’analisi dello stato attuale dei ghiacciai del circolo polare.

Mancano meno di cinque mesi per giungere ad un accordo sul clima, accordo che non potrà prescindere dalla necessità di aiutare le popolazioni più povere a far fronte alla crisi climatica.

In Mongolia, il Climate Change è un pericolo chiaro e attuale. Tre quarti dei suoi pascoli sono minacciati dalla desertificazione, cultura ed economia rischiano di essere inghiottiti dalla sabbia. Eventi meteorologici estremi stanno progressivamente divenendo episodi troppo comuni”. Sono le parole del responsabile Onu che oggi ha parlato ai giornalisti dalla sede di New York.

E il fenomeno dell’emigrazione dovuta al cambiamento climatico è un fatto reale e in crescita. Sono sempre di più gli eco profughi costretti ad abbandonare le proprie case a causa della minaccia della desertificazione, delle alluvioni, delle catastrofi naturali e dell’innalzamento del livello del mare.

Legambiente parla di 6 milioni di sfollati all’anno che al 2050 potrebbero raggiungere la quota 200/250 milioni di persone. Una vera e propria emergenza umanitaria.

Un problema risolvibile e da risolvere, a detta di Greenpeace che, in occasione del G8, ha chiesto ai grandi della terra un finanziamento di 110 miliardi di euro all’anno fino al 2020 per i paesi in via di sviluppo.

E in vista del summit per il clima di Copenhagen l’associazione ambientalista ha scritto una lettera/email al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.  Oggetto della missiva: chiediamo un Suo forte impegno sul clima alla conferenza di Copenhagen.

Il messaggio al Premier fa parte della campagna di sensibilizzazione di Greenpeace sull’importanza del Summit invernale per il futuro del pianeta.

Gli impegni da assumere:mandalo1

• mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 gradi centigradi, rispetto ai livelli preindustriali, per evitare i cambiamenti climatici catastrofici;

• far sì che le emissioni globali di gas serra raggiungano il picco entro il 2015 per poi essere ridotte drasticamente, scendendo il più vicino possibile a ZERO entro il 2050;

• ridurre entro il 2020 le proprie emissioni almeno del 40% rispetto ai livelli del 1990;

• investire nei Paesi in via di sviluppo risorse finanziarie pari ad almeno 110 miliardi di euro all’anno (fino al 2020) per le attività di transizione verso le risorse rinnovabili, protezione delle foreste e adattamento ai cambiamenti climatici;

• bloccare la deforestazione, e le emissioni ad essa associate, in tutti i Paesi in Via di Sviluppo entro il 2020, e già entro il 2015 nelle aree prioritarie come l’Amazzonia, il bacino del Congo e la foresta del Paradiso in Indonesia;

• impedire che false soluzioni come l’energia nucleare e la cattura e lo stoccaggio della CO2 (CCS) diano diritto a sconti nella riduzione delle emissioni;

• includere i settori del trasporto aereo e marittimo, con emissioni elevate e crescenti, tra quelli soggetti alla riduzione delle emissioni di gas serra.

Dopo la delusione del G8, Copenhagen rimane l’ultima possibilità per raggiungere un accordo sul clima.